Depressione

Nel corso della vita periodi di tristezza, apatia, perdita di interesse – anche verso attività piacevoli – sono normali e fisiologici.

Perdite importanti come la morte di una persona cara, la fine di una relazione importante, un licenziamento, ma anche una delusione, un cambiamento in ambito scolastico, un trasferimento, un eccessivo carico di responsabilità o aspettative possono abbassare il tono dell’umore e ridurre l’autostima.

Queste reazioni sono legittime e – solitamente – transitorie: la persona – con i suoi modi e tempi – riesce a superarle da sé.

Quando la depressione diventa un disturbo
Quando però il dolore, il senso di colpa e la disperazione diventano implacabili, la persona ne perde il controllo: si sente infelice e incapace di provare qualsiasi gioia e piacere nell’interagire con i familiari – come con gli amici e i colleghi -, qualsiasi attività risulta faticosa e troppo difficile da iniziare, le preoccupazioni si accumulano e diventano sempre più grandi, cala l’appetito e il sonno diminuisce o si prolunga – fino a occupare gran parte del giorno -, il senso di inutilità diventa così grave da pensare di “farla finita”.

La depressione diventa un disturbo quando questi sintomi continuano per molte settimane e diventano così gravi da interferire con la quotidianità della persona.

Fra i diversi disturbi depressivi, la depressione post-partum colpisce il 10-15% delle mamme e si manifesta – in genere – dal terzo mese al primo anno dopo il parto, comportando importanti rischi per l’incolumità della madre e del bambino.

Come affrontare la depressione?
Quando la persona non riesce a trovare una risoluzione alla sua sofferenza un percorso psicologico – affiancato da un’eventuale terapia farmacologica – può offrire uno spazio di aiuto, fiducia e sostegno per superare – insieme – le difficoltà.